Crea sito

Un computer nella mano: Raspberry Pi 3

Un assaggio della versione precedente, ma con notevoli differenze (la presenza del sensore WiFi è la migliore).

Caratteristiche ed implementi rispetto alla versione Pi 2 modello B pubblicata nel lontano Febbraio 2016

Quad Core 1.2GHz Broadcom BCM2837 64bit CPU
1GB RAM
BCM43438 wireless LAN e Bluetooth
40-pin GPIO
4 USB 2.0
4 Poli stereo output e video
HDMI
CSI camera per connettere una Raspberry Pi camera
DSI display per connettere un Raspberry Pi display touchscreen
Micro SD port per caricare il proprio sistema operativo e databases
Micro USB 2.5A

Partendo dalla parte più importante, ignota a chi vede questo aggeggio per la prima volta, come si collega il Raspberry Pi?

Innanzitutto inserire la scheda Micro SD nello slot apposito sul Raspberry Pi ( è presente uno slot al di sotto di quest’ultimo, lo si può individure grazie alla scritta stampata sopra di esso), nel senso secondo il quale bisogna inserirla. In parole povere, come se la stessimo inserendo all’interno del nostro smartphone.

Una volta effettuato ciò, collegare la tastiera USB e il mouse USB tramite gli slot che sono presenti sul Raspberry. In questo modello fortunatamente sono disponibili ben 4 porte USB di tipo 2.0. Una volta accertati che il monitor o la TV siano accesi e che sia stato impostato la risorsa corretta, attaccare il cavo HDMI che è presente all’interno della confezione (uno vale l’altro, anche uno che abbiamo noi a casa).

Nel caso in cui sia necessario collegarlo ad internet per nostri utilizzi, è possibile utilizzare un cavo Ethernet attaccandolo all’interno della porta LAN. In questo modello, fattore molto positivo, è la possibilità di collegarsi ad internet tramite il sensore WiFi.

Una volta inserito tutto quanto, e si consiglia di farlo prima di questo punto, attaccare il Raspberry alla presa di corrente.

Per avviarlo avremo quindi bisogno di:

Micro SD
Cavo HDMI
Mouse e Tastiera con ingresso USB (NON INCLUSI)

Adattatore di corrente (molto comodo quello incluso all’interno della confezione in quanto è presente un semplice tasto attraverso il quale poter spegnere ed accendere il dispositivo. Tramite questo metodo, non si accende automaticamente nel momento in cui noi attacchiamo la presa e quindi diamo corrente)

Case protettivo (è molto pericoloso e ingenuo lasciare i chip e altri materiali importanti allo scoperto)

Tutti elementi essenziali, poi è presente e possibile utilizzare anche un lettore di Card con le quali poter installare sistemi e file all’interno del raspberry.

Fortunatamente all’interno della guida è presente il nome utente e la password, in quanto una volta avviato verranno chieste le credenziali. Quest’ultime saranno uguali in tutti quanti i dispositivi, ovvero “pi” per nome utente e “raspberry” per la password.

Un grande elemento da non sottovalutare è la posizione nella quale viene posizionato, in quanto non sono presenti ventole all’interno e nemmeno esterne, quindi è importante metterlo non coperto e nemmeno dietro agli schermi, dov’è presente molto calore.

L’acquisto di un dispositivo come questo è ignoto a tutti, in quanto se ne può fare migliaia di utilizzi, e ogni giorno c’è qualche nuovo genio che ne inventa di nuovi. Insomma, chi non apprezza un Open Source e un piccolo sistema nel quale poterci installare quello che vogliamo?

Si tratta di uno Starter Kit, ovviamente, il cuore di quello che sarà poi successivamente il nostro progetto.

Un acquisto senza dubbio molto positivo.